Nella giornata del malato il Vescovo Guglielmo affida i malati a Maria durante la S. Messa al Santa Corona

Nella memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes, anche nella nostra diocesi si è celebrata la XXIX Giornata Mondiale del Malato, ricorrenza che assume un significato ancor più forte quest’anno data la particolare situazione di pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo. “Il comandamento dell’amore, che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli, trova una concreta realizzazione anche nella relazione con i malati. Una società è tanto più umana quanto più sa prendersi cura dei suoi membri fragili e sofferenti, e sa farlo con efficienza animata da amore fraterno” scrive papa Francesco nel Messaggio per la Giornata che è dedicato in particolare alla relazione di fiducia che è alla base della cura dei malati. Nel pomeriggio dello scorso 11 febbraio, nella cappella dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, il vescovo Guglielmo ha presieduto la Messa (trasmessa in streaming negli ospedali del ponente savonese) per gli ammalati dell’intera diocesi e per quanti, in diverse forme, si prendono cura di loro. La celebrazione ha visto oltre la partecipazione di una rappresentanza degli operatori sanitari e della dottoressa Lucia Tulimiero, direttore sostituto della S.C. Direzione medica dei presidi ospedalieri; la presenza di diversi volontari dell’A.V.O. che in questi mesi non hanno potuto svolgere la loro preziosa opera nei nostri ospedali e case di cura. Il vescovo ha dunque affidato a Maria, i malati e quanti si prendono cura di loro, “samaritani” discreti, forti, sorridenti e fedeli; ha ricordato il dolore di tutti, le difficoltà economiche delle famiglie, l’incertezza di questa nostra società. “Credevamo di essere dei superuomini e ci siamo scoperti fragili, vulnerabili, mortali – sottolinea il vescovo – bisognosi di relazioni che ci sono venute a mancare”. “Non era per niente facile dare vita a questa Giornata del Malato” – sottolineano don Carmelo e don Claudio, responsabili dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute – “per i motivi che tutti sappiamo, ne è però venuta fuori un’edizione forse migliore delle altre perché impregnata di speranza per un futuro che dovrà essere necessariamente migliore dei momenti che stiamo vivendo”.

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