L’intervento del Vescovo – Formazione solida per promuovere un laicato adulto

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Come già abbiamo ricordato, il consiglio pastorale è una espressione di vita della comunità cristiana locale, perché permette la partecipazione di tutte le componenti del popolo di Dio e riconosce e valorizza la diversità dei carismi di ciascuno. Il consiglio pastorale parrocchiale è una struttura importante in cui tutto il popolo di Dio si sente parte viva e responsabile della missione della Chiesa. È segno della corresponsabilità nella comunità ecclesiale e luogo di impegno per la partecipazione diretta di tutti i fedeli alla edificazione della Chiesa mistero di comunione missionaria. È lì che si vive una autentica corresponsabilità nello studio e nella soluzione dei problemi che la vita della parrocchia esprime in ordine alla sua missione di salvezza nel duplice momento della crescita nella fede e nella missione. È l’organismo che studia, programma e verifica tutta l’azione pastorale della comunità. A tale scopo: promuove una vita di comunione nella comunità parrocchiale; elabora un progetto pastorale parrocchiale organico ed unitario, in sintonia con il progetto pastorale diocesano, con i documenti del vescovo, della Conferenza Episcopale Italiana e le indicazione autorevoli del Magistero Pontificio; studia i problemi relativi alla vita della comunità parrocchiale e prende iniziative ordinate alla sua crescita; si impegna a conoscere il territorio in cui è inserita la parrocchia al fine di stabilire un proficuo dialogo e farsi così carico di tutti i problemi umani che accompagnano la vita di un popolo. Quanto sottolineato comporta la presenza di un laicato adulto, formato; dotato di robusto spirito ecclesiale; consapevole della sua identità e della sua missione nel complesso e affascinante compito della edificazione della Chiesa nel mondo, come segno di comunione e sacramento di salvezza. Non si insisterà mai abbastanza che un laicato così necessita di una cura particolare; occorre l’impegno nella conoscenza amorosa del mistero della Chiesa, la percezione del proprio ruolo, la disponibilità ad affinare il proprio giudizio evangelico sui problemi che si presentano. In altri termini: occorre un vero e proprio itinerario di formazione teologico-pastorale, o se si vuole un vero tirocinio di pedagogia pastorale che produca persone dotate di una mentalità sinodale appassionate al cantiere della costruzione della Chiesa nella storia. Itinerari formativi possono essere immaginati a più livelli: diocesano, vicariale, parrocchiale. L’importante è che gli itinerari siano caratterizzati da percorsi che abbiano obiettivi formativi di contenuto e di atteggiamento: una chiara percezione della Chiesa come mistero di comunione missionaria; una chiara consapevolezza della uguale dignità di ogni “christifidelis” nella diversità delle ministerialità; una passione vivida alla costruzione dell’«edificio spirituale» in spirito di collaborazione e valorizzazione dei reciproci carismi. Si potrebbe parlare di vere e proprie scuole di formazione pastorale sulla falsariga delle scuole di psicoterapia: al dato contenutistico coniugare l’elemento prassico, di coordinamento, e il cammino di crescita personale. Da «personalità sinodali» nascono le esplosioni ecclesiali di vera ed autentica missionarietà.

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