Giornata diocesana per il diaconato permanente

Si celebra domenica 17 gennaio la ventiseiesima giornata diocesana di preghiera per il diaconato permanente. Quest’anno ricorre il 25° anniversario di ordinazioni dei primi diaconi permanenti nella nostra Diocesi.

I Diaconi permanenti diocesani sono 19; alcuni di essi hanno superato gli 80 anni di età, con il relativo calo delle forze fisiche, quindi sono soltanto 13 i diaconi disponibili in maggior misura.

L’ingresso del Diacono permanente nel mondo della chiesa “ordinata” sta avvenendo dalla porta di servizio, in modo spoglio, senza che quasi se ne avverta la presenza e senza che nessuno si faccia realmente da parte per lasciargli uno spazio suo. Uomo che serve, in tutti i sensi, il diacono vive due vite, quella laica della famiglia e del lavoro nel quale affonda le sue radici e quella clericale del mondo ecclesiastico, di cui avverte il fascino, ma al quale accede in modo solo formale. La tensione tra queste due vite è reale e appare ancora ben lungi dal determinare una identità pacificata. L’identità e i modi in cui sono visti da quanti entrano in relazione con essi, a cominciare dalle loro mogli.

Alcuni insegnamenti magistrali danno un senso compiuto dell’attività del diacono permanente: «II diaconato, per il suo modo di partecipare all’unica missione di Cristo, realizza sacramentalmente questa missione come servizio ausiliario». Pur nella sua peculiarità inconfondibile, esso «mantiene, proprio in quanto tale, un legame costitutivo col ministero sacerdotale, al quale presta il proprio servizio (cfr Lumen gentium, n. 41).  Non è un servizio qualsiasi che è attribuito al diacono nella Chiesa: il suo servizio appartiene al sacramento dell’Ordine in quanto collaborazione stretta con il vescovo e con i presbiteri, nell’unità della medesima attualizzazione ministeriale della missione di Cristo». Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1554). In questi documenti si parla spesso del diaconato permanente come la forma da recuperare e ri-esprimere oggi nella Chiesa. Solo per attenerci a questi due documenti, la produzione del magistero è molto più ampia.

I presbiteri ed i diaconi sono invitati a servire insieme le comunità: i primi, in specie, nella guida e nell’indirizzo delle parrocchie, che non esige, com’è noto, che svolgano personalmente ogni compito ministeriale; così facendo si allarga lo spazio per l’azione pastorale dei diaconi, loro primi collaboratori. È un auspicio per realizzare una rinnovata evangelizzazione nella nostra chiesa particolare.

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