Dalla Torre di Babele alla Sinfonia dello Spirito: carismi, comunione e pace
23-05-2026
- Carissimi fratelli e sorelle, membri delle aggregazioni laicali, dei movimenti, delle associazioni e fedeli tutti di questa nostra Chiesa di Albenga – Imperia, è una gioia grande e profonda vedervi radunati qui nella varietà dei vostri volti, delle vostre storie e dei vostri carismi. Questa sera siamo in preghiera perché “i popoli dispersi si raccolgano insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome”, siamo radunati a celebrare il mistero della Pentecoste cristiana!
- La pagina biblica del Libro della Genesi (11,1-9) a partire dalla quale vorrei offrirvi un pensiero di riflessione, ci mette davanti a un contrasto straordinario, un vero e proprio paradosso che attraversa i secoli: da una parte il racconto della Torre di Babele, dall’altra il racconto speculare dell’evento della Pentecoste. Al cuore di questi due testi c’è una grande domanda: che cos’è la vera unità?Se guardiamo a Babele, ci troviamo di fronte a un’unità apparente che in realtà nasconde una profonda e drammatica ribellione a Dio. La Scrittura ci dice che “tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole”. Sembra una condizione ideale, eppure è l’inizio di un incubo. È l’unità dell’omologazione forzata, un’uniformità totalitaria che cancella le differenze individuali, penso all’ IA che standardizza pensieri e parole L’umanità di Babele decide di fabbricare mattoni e usare bitume. Il mattone, identico a ogni altro mattone, simboleggia l’uomo massificato, privato della sua unicità per essere incastrato in una struttura di potere.


