Movimento «La Baracca»

Sono iniziati ad Alto i Campi Scuola che il gruppo propone da 35 anni

“La Baracca” ha iniziato le sue attività estive; arrivano oggi ad Alto i ragazzi che parteciperanno al Campo Scuola, giunto alla sessantaduesima edizione, che terminerà sabato prossimo. Il Campo Scuola, che è l’esperienza con cui si “entra” nella famiglia della “Baracca”, si svolgerà ad Alto. Ed il castello dei Conti Cepollini, “bomboniera” del piccolo centro della Valle Pennavaire, sarà la cornice di tutte le attività estive che continueranno nelle prossime settimane. 
Filo conduttore di tutte le attività, a cui partecipano ragazzi e ragazze a partire dai dieci anni, è la riscoperta del Battesimo come radice di tutte le vocazioni; questo grande tema è declinato con modalità differenti rispetto all’età dei partecipanti ai campi. Si inizia con il “Campo Scuola” – come già detto, da oggi al 15 luglio, alla sessantaduesima edizione- si continua con il “Tappa 2” – dal 23 al 29 luglio- e si prosegue con il “Campo A” – dal 30 luglio al 5 agosto; “Campo A” strutturato su un ciclo triennale, dedicato alla conoscenza della figura di Gesù, “via”, “verità” e  “vita”. E proprio la conoscenza di Gesù, l’appartenenza a Lui e al suo Corpo che è la Chiesa sono chiamati a riscoprire i ragazzi; e lo fanno attraverso il gioco, la preghiera, lo stare insieme, il contatto con la natura. Dio chiama per nome e con ogni uomo vuole condividere un progetto di amore che è per la sua gioia: è ciò che sottolineano alla “Baracca”. 
Tra i “baraccati” – così si chiamano tra loro- ci sono alcuni che, terminato il cammino dei campi, decidono di mettersi a servizio dei loro fratelli più piccoli, prima come “collaboratori”, poi come “animatori”. Con loro, a collaborare in cucina e nella cura della casa, il “Gruppo Sostegno”, fatto di adulti amici del movimento. Quella della “Baracca” è una storia che va avanti da trentacinque anni e che ha visto coinvolti più di duemila ragazzi, chi per un tratto più lungo, chi per un tratto più corto di strada; il nome “Baracca” sta a significare che, da soli, si è fragili, si è delle “baracche”, ma, mettendo al centro il Signore, la vita di ogni persona può diventare “casa fondata sulla roccia”. Iniziatore del cammino della “Baracca” è “catalizzatore” delle energie che danno vita a questa realtà è monsignor Mario Ruffino, che da sempre segue in prima persona le attività, curandone gli aspetti spirituali, organizzativi, materiali.

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