Fede, tradizione e clima di famiglia a Lavina per la Madonna della Neve con il Vescovo Guglielmo

Una giornata di profonda devozione, comunità e gioia condivisa. Così la frazione di Lavina, nel comune di Rezzo, ha celebrato lo scorso 5 agosto la solennità della Madonna della Neve. La comunità locale si è ritrovata al suo amato Santuario accogliendo con grande calore il Vescovo della diocesi di Albenga-Imperia, S.E. Mons. Guglielmo Borghetti. L’intera macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione, regalando ai numerosissimi fedeli convenuti un evento impeccabile e un clima autenticamente familiare. La giornata si è aperta con l’arrivo del Vescovo sul sagrato della chiesa, accolto dall’abbraccio festoso e dal caloroso saluto dei bambini del paese. Un momento di spontanea freschezza che ha introdotto perfettamente lo spirito di comunione della festa. Subito dopo, Mons. Borghetti ha presieduto la solenne Santa Messa celebrata nel porticato esterno del Santuario, alla presenza di molti fedeli tra cui il Sindaco di Rezzo, e dei rappresentanti delle istituzioni locali. Durante l’omelia, il Vescovo ha ricordato come “la festa della Madonna della Neve porta con sé un messaggio dirompente: con Dio, l’impossibile diventa possibile. Umanamente parlando, una nevicata nel cuore dell’estate romana è un assurdo, una contraddizione climatica. Eppure è successo. Maria quando l’Angelo le annunciò che sarebbe diventata Madre del Salvatore si chiese: “come avverrà questo?”. La risposta che ricevette è la roccia su cui poggia la nostra fede: “nulla è impossibile a Dio. A volte, guardando alle nostre vite, ai focolai di guerra presenti nel mondo attuale, alle ferite delle nostre famiglie, o anche allo spopolamento e alle difficoltà delle nostre bellissime valli dell’entroterra, siamo tentati di dire: “è impossibile. Non cambierà nulla, le cose andranno sempre peggio”. Oggi Maria, attraverso il simbolo di questa festa e la bellezza di questo Santuario, ci scuote e ci sussurra: non ponete limiti alla grazia di Dio”. Al termine della celebrazione liturgica della mattina, l’attenzione si è spostata sulla condivisione fraterna. Mons. Borghetti e le autorità si sono uniti ai sacerdoti della Valle Arroscia per un pranzo comunitario. L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto, vicinanza e gioiosa convivialità tra il Pastore e i presbiteri del territorio della Valle Arroscia. Le celebrazioni sono riprese nel pomeriggio con il canto dei Vespri solenni. A seguire, si è snodata la tradizionale e partecipatissima processione per le vie del borgo, che ha richiamato una grande affluenza di pellegrini, turisti e abitanti delle vallate vicine. Il momento centrale e più emozionante del corteo religioso è stato il passaggio dello storico Crocifisso ligneo, recentemente restaurato e riportato all’antico splendore. A sostenere il prezioso simulacro sono stati i giovani della confraternita locale, a testimonianza di una tradizione viva che sa rinnovarsi e passare il testimone alle nuove generazioni. La giornata si è conclusa tra i ringraziamenti e i sorrisi di una comunità che ha saputo sotto la guida del suo parroco don Sandro Decanis, onorare ancora una volta la propria Patrona con una festa curata nei minimi dettagli, capace di far sentire chiunque a casa.

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