Sabato 27 giugno si è tenuto ad Albenga, presso il Seminario vescovile, il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD), l’organismo consultivo permanente, voluto dal Concilio Vaticano II, previsto dal Codice di Diritto Canonico e presieduto dal vescovo, che promuove la corresponsabilità e la partecipazione di tutto il popolo di Dio attraverso rappresentanti laici, religiosi e del clero. Avendo il compito di studiare e valutare le attività, per suggerire soluzioni pratiche e contribuire all’attuazione del piano pastorale, deve essere convocato più spesso durante l’anno per permettere un dialogo franco e sincero tra i membri, così da esprimere pienamente il loro contributo a beneficio del cammino ecclesiale. Dopo la preghiera del Vespro, un breve momento conviviale e l’introduzione del Vicario per la Pastorale don Pierfrancesco Corsi, il vescovo Guglielmo Borghetti, verificando l’operato del 2025-2026 e pensando al cammino del prossimo anno, ha dato alcune indicazioni metodologiche chiarendo il ruolo del vescovo nel percorso diocesano, per vivere una corretta dimensione sinodale nella logica della corresponsabilità, come indicato nel documento della Conferenza Episcopale Italiana “Radicati e costruiti in Cristo”; inoltre, egli ha sottolineato come l’urgenza della nostra Chiesa diocesana sia un’attenzione all’unità o meglio alla comunione a fronte di una realtà a volte frammentata. Il vescovo ha anche indicato la possibilità di un cammino triennale che affronti proprio l’unità e la comunione con specifici temi: primo anno, lo Spirito Santo; secondo anno, l’Eucaristia; terzo anno: Maria. La partecipazione dei membri del CPD è stata vivace e ha dimostrato volontà di condivisione. I contributi dei consiglieri hanno considerato tutto l’agire della Chiesa: la liturgia, la catechesi e l’azione caritativa e in comunione; l’attenzione al mondo giovanile, che facciamo fatica ad intercettare; la necessità a livello di vicariati di cammini di comunione, conoscenza e collaborazione, a volte ostacolati dalle varie chiusure e indisponibilità; una maggiore operatività del CPD, auspicio chiaramente espresso da tutti. È emersa infine la necessità di una cura ampia e competente alla persona, nella logica di un’educazione integrale e di un nuovo umanesimo. Credo dia speranza la voglia di partecipare, di accogliere e di spargere tutto il bello e il buono presente nella nostra Chiesa locale. (don Pierfrancesco Corsi, Vicario Episcopale per la Pastorale)
Consiglio Pastorale «Agire per fare crescere elementi di comunione»

