Gli interventi dei fratelli Biazaci da Busca nel Dianese: le immagini come didattica” domenica 2 agosto ore 19.00 Imperia 19^ edizione Festival della Cultura mediterranea

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Prof. Carlo Agen

In occasione della diciannovesima edizione del Festival Internazionale della Cultura Mediterranea di Imperia, già “Città del Libro” e, per il biennio 2020/2021, “Città che legge”, sono lieto e onorato di poter presentare un articolo dal titolo Gli interventi dei fratelli Biazaci da Busca nel dianese: le immagini come didattica. Un articolo per sensibilizzare i turisti, e ancor più la popolazione locale, detentrice del suo patrimonio storico, artistico e culturale, comunicando, sia pure in poche pagine, il valore estetico, storico ed identitario di questa porzione della Liguria in cui Matteo e Tommaso Biazaci hanno lasciato copiose testimonianze della loro lunga e feconda attività artistica (all’incirca quarant’anni di attività lungo l’asse Piemonte-Liguria). Lo scrivente è ben consapevole che, dei tre macro-ambiti della Storia dell’Arte (medievale, moderna, contemporanea), quello Medievale è oggi il meno coinvolgente, a livello di pubblico fruitore, ma questo perché lo si conosce poco, lo si considera sempre con una certa superficialità, in via generale. Eppure proprio l’Arte Medievale, è stata considerata nell’Ottocento da artigiani, artisti e critici d’arte, primo fra tutti il Ruskin, un modello a cui guardare per rispolverare valori, approcci alla vita e alla società tutt’altro che scevri di solidarietà, gratuità e obbedienza. Nel Medioevo se una comunità necessitava di una Cattedrale, o anche solo di un luogo di culto di modeste dimensioni, si era davvero disposti a digiunare, a compiere sacrifici di vario genere pur di non privare l’Altissimo di una Tenda per stare in mezzo al Suo Popolo. Abbiamo, e lo si vuole ricordare con questo articolo, una visione un po’ sfalsata della cultura e della società medievale; un pregiudizio che ci spinge ad un guardare “male” coloro che hanno abitato i Secoli Bui.

Matteo e Tommaso Biazaci, con la loro serena, umile, spontanea e delicatissima sensibilità estetica tutta mediterranea (o neo-latina) hanno saputo fare della loro Arte un servizio verso coloro che non sapevano leggere e scrivere; un’arte dall’altissima vocazione didattica, e la didattica non può che essere inclusiva! Proprio a Diano Marina, sull’Aurelia, dove si trova l’Oratorio della Santissima Annunziata, sono stati scoperti per la prima volta in Liguria, nel 1983, affreschi della Bottega di questi artisti ancora legati a quel frame, a quella poco ricordata parentesi della storia dell’arte chiamata Gotico Internazionale o Gotico Tardo (o, come in questo caso, Stile dolce a livello descrittivo) che ha aperto (e in un certo senso preparato) la strada alla grande stagione del Rinascimento, la quale ha sostituito i canoni e le norme della tradizione medievale, di ordine spiritualistico, con un razionalismo che ha la sua prima radice nell’architettura. È, infatti, dal rigore dell’applicazione di norme di ordine logico e razionale, volto a conferire un’illusiva verità alle immagini, che riconosciamo il diffondersi e l’affermarsi del linguaggio del Rinascimento, il quale come intende indagare lo spazio matematicamente, così intende esaminare il corpo anatomicamente.