«Tu sei Pietro. I Papi e l’arte dal 1900 in poi»

Forse non tutti sono informati sulla accoglienza che Leone XIII riserva, agli inizi del Novecento, all’apparire delle novità cinematografiche, gestite in maniera ancora rudimentale. Sta di fatto che Leone XIII fu il primo papa ad essere filmato e audio registrato nella storia del Vaticano. È una delle notizie comunicate nella rubrica: “Tu sei Pietro. I Papi e l’arte dal 1900 in poi”, curata dalla sezione Ucai di Albenga – Imperia, in collaborazione con l’Ufficio Beni culturali della diocesi, nel blog di “Formae Lucis”, da poco aperto sotto il titolo: “I Papi e l’arte”. Scopo della iniziativa sta nel confermare l’attenzione e la stima della Chiesa nei confronti dell’arte. Già esercita una singolare e vasta suggestione il cristianesimo delle origini attraverso le “Chiese apostoliche pellegrinanti” con la sua letteratura, le forme e le figure, le iniziali edificazioni nei luoghi dei martiri, le chiese e le abbazie, la musica nella sacra liturgia, il teatro. Addirittura, in seguito, la pittura e le rappresentazioni artistiche sono colte dalla Chiesa come una sorta di “biblia pauperum”, che facilita l’insegnamento catechistico al popolo. Con la rubrica, l’ufficio diocesano dei Beni culturali, che ha affidato alla “Formae lucis” il compito di salvaguardare i beni artistici della comunità ecclesiale, insieme all’UC.A.I. ricordano l’esistente legame fra Chiesa ed arte, considerato alla luce del Concilio e nel magistero dei Papi, dal primo Novecento al giorno d’oggi. «Saranno presentati alcuni medaglioni, fra l’altro, approvati a livello nazionale come contributo della sezione di Albenga-Imperia per il patto educativo globale – spiega la presidente U.C.A.I., Elena Scuritti – Essi ripropongono un confronto con le vicende della vita e della storia di questi ultimi tempi e dimostrano che la tradizione costante della Chiesa, pur non scordando il passato, dialoga con le nuove espressioni artistiche e culturali del presente». Chiesa e arte convivono e percorrono un cammino comune, durante il quale la Chiesa riconosce le voci degli artisti, ne ascolta le loro indagini ed esalta il prezioso servizio a favore della fede, sviluppando quella “alleanza feconda tra vangelo e arte”, suggerita da san Giovanni Paolo II.

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