Remissione al Rev. Giovanni Ferrando della scomunica latae sententiae e revoca dell’irregolarità all’esercizio del ministero sacro.

Premesso, che dopo la “ordinazione episcopale” ricevuta in una comunità cristiana non cattolica dal sacerdote Giovanni Ferrando, nato a Rocca Grimalda (Provincia di Alessandria), il -7 ottobre 1940, ordinato presbitero il 19 dicembre 1970, membro del Clero di Questa Diocesi di Albenga-Imperia, con Nostro Decreto del 27 luglio 2020 dovemmo, con rammarico, dichiarare la scomunica latae sententiae in cui egli era incorso ipso facto per tale delitto canonico (cfr. can. 1364 C.J.C.), nonché rendere nota la sua connessa “irregolarità” all’esercizio dell’Ordine sacro nella Chiesa (cfr. can. 1044 C.J.C.);

Preso atto, con viva gioia, che don Ferrando stesso, con sua lettera manoscritta del 13 ottobre 2025, ha manifestato il pentimento per quanto avvenuto, che egli stesso definisce: «Tutto invalido», e ha chiesto di essere riammesso alla normalità della vita ecclesiale perché: «Io non ho mai abiurato la Fede ricevuta il 13 ottobre 1940 col Battesimo Cristiano Cattolico»;

Tenuto conto, che il Dicastero per la Dottrina della Fede, informato della resipiscenza mostrata da don Ferrando, con lettera del 22 aprile 2026 (prot. 532-2020, 109.155), ha deciso: «Tenendo conto in particolare dell’età avanzata del Rev. Ferrando», di concedergli la revoca della “irregolarità” contratta, autorizzandolo nuovamente l’esercizio dell’Ordine sacro;

Informato, l’Ecc.mo Vescovo della Diocesi di Acqui Terme, nel cui territorio dimora attualmente don Ferrando, e preso atto del suo parere;

PER LA PRESENTE LETTERA DI NOSTRA AUTORITÀ ORDINARIA

Disponiamo la REMISSIONE della SCOMUNICA latae sententiae in cui era incorso ipso facto il Presbitero Giovanni Ferrando nel momento stesso in cui aveva ricevuto la detta “ordinazione episcopale” in una comunità cristiana non cattolica.

Simultaneamente, in conformità alla decisione assunta dal Dicastero per la Dottrina della Fede, gli concediamo e dichiariamo la REVOCA della “IRREGOLARITÀ” all’esercizio dell’Ordine sacro in cui era incorso a norma del can. 1044 C.J.C.

PERTANTO

Dalla data odierna, il Sac. Giovanni Ferrando, riacquista ogni diritto-dovere connesso alla normale vita ecclesiale di tutti i “christifideles” e -altresì- di nuovo è autorizzato ad esercitare l’Ordine sacro, ossia celebrare la Santa Messa e ogni altra cerimonia del culto cattolico, predicare, amministrare e ricevere il Sacramento della Riconciliazione. Nella vita personale rimarrà, come al presente, senza incarichi pastorali; lo esortiamo – come egli stesso ha chiesto nella citata lettera del 13 ottobre u.s. – a condurre: «Vita semi-eremitica a norma del can. 603 § 1 C.J.C. seguendo la santa regola Benedettina», ossia, come recita il canone da lui citato: “Una rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nella assidua preghiera e penitenza, dedicando la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo”. In tale stato di vita, lo invitiamo, in speciale modo, a pregare perché il Signore Gesù conceda alla Chiesa numerosi e santi sacerdoti, religiosi/e, missionari/e al servizio del Vangelo.

Accompagniamo questo Decreto con la nostra pastorale, larga benedizione a don Ferrando, lieti del suo ritorno alla pienezza della vita di fede nel grembo materno della santa Chiesa cattolica, augurandogli ampio conforto spirituale nella fedeltà al sacro ministero.

Il presente provvedimento sia notificato a Don Ferrando e agli stessi Ordinari e Dicasteri della Santa Sede ai quali venne comunicato il Nostro Decreto del 27 luglio 2020, nonché reso noto al Clero ed i Fedeli della Diocesi.

Albenga, dal Palazzo Vescovile, – 8 maggio 2026,

memoria liturgica della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

 

 

+ Guglielmo Borghetti

Vescovo di Albenga-Imperia

Il Cancelliere Vescovile

Sac. Pablo G. Aloy

Facebooktwitter