Domenica 8 marzo: il Vescovo Guglielmo Borghetti in visita all’Ospedale di Imperia: benedetto il nuovo Tabernacolo

Una domenica di intensa spiritualità e vicinanza quella vissuta oggi, 8 marzo, presso l’Ospedale di Imperia. La comunità ospedaliera ha avuto la gioia di accogliere S.E. Mons. Guglielmo Borghetti, Vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, che ha presieduto la solenne celebrazione delle ore 16.00 nella cappella del presidio.

Ad accogliere il Pastore diocesano erano presenti il cappellano, don Fabrizio Tonelli, e il diacono della cappellania Andreino Giroldo. La Santa Messa, curata con estrema attenzione in ogni particolare liturgico, è stata impreziosita da canti che hanno favorito il clima di preghiera e riflessione.

La piccola ma accogliente cappella ha faticato a contenere il folto numero di fedeli accorsi: tra i banchi, accanto ai degenti, si sono stretti i volontari dell’AVO, i rappresentanti dei Medici Cattolici e le Religiose Camilliane, che con il loro servizio quotidiano incarnano la carezza della Chiesa verso chi soffre.

Durante l’omelia, Mons. Borghetti ha offerto una profonda riflessione legando le letture della liturgia al contesto ospedaliero. Ricordando l’episodio di Massa e Meriba, il Vescovo ha parlato della sete del popolo nel deserto e in particolare della tentazione di dubitare della presenza di Dio nel momento della prova.

Il collegamento è poi andato al Vangelo della Samaritana: “Come Gesù al pozzo, anche qui in ospedale ci accostiamo alla nostra sete di salute e di senso”, ha spiegato il Vescovo, sottolineando come l’incontro con Cristo sia l’unica sorgente capace di dissetare profondamente il cuore umano, specialmente là dove la fragilità si fa più sentire.

Momento significativo della visita è stata la benedizione del nuovo Tabernacolo, nuovo cuore della Cappella. Mons. Borghetti, con un rito semplice e toccante, ha benedetto la nuova dimora per la custodia delle Sacre Specie. Un segno forte e visibile che pone l’Eucaristia al centro della vita dell’ospedale, offrendo a pazienti e personale sanitario un luogo di conforto in cui sostare davanti al Signore, vera “roccia” che scaturisce acqua viva.

Il Vescovo ha sottolineato l’importanza del tabernacolo come segno della presenza viva di Cristo in un luogo di fragilità, ringraziando tutti coloro che si adoperano per rendere la cappellania un porto sicuro di umanità e fede.

L’incontro si è concluso con un profondo senso di gratitudine da parte dei presenti per la paternità mostrata dal Vescovo e per la bellezza di una cerimonia che ha saputo portare luce e speranza tra le mura ospedaliere.

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