Disposizioni diocesane in applicazione del Protocollo Governo/CEI del 7 maggio 2020. Lettera del Vescovo ai sacerdoti

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Cari sacerdoti,

è una grande gioia, per la nostra Chiesa, poter tornare a vivere con il popolo le celebrazioni liturgiche e poter riprendere la celebrazione della Santa Messa con la presenza dei nostri fedeli. In questi mesi sono state spese tante parole per decifrare quanto sta accadendo sotto il profilo spirituale, sociologico, psicologico, medico etc; non ritengo in questa Lettera di accompagnamento di aggiungere personali considerazioni, avremo tempo per una riflessione più pacata sull’oggi e per un profondo discernimento di quello che Dio vuole dirci come società e come Chiesa, per comprendere la sua ‘lezione’.

Abbiamo accettato insieme con non poca fatica, con senso di responsabilità e carità verso i più deboli le restrizioni dolorose che ancora in parte viviamo. Ora sono lieto che si possa aprire una nuova stagione ricca di speranza. Invito i sacerdoti, le nostre comunità e ciascuno ad agire con responsabilità, adottando tutti gli accorgimenti necessari per mettere in atto, nelle diverse situazioni concrete, le misure indicate nel Protocollo. Ci ispira la certezza che l’attenzione a mettere in atto quanto è necessario per la salvaguardia della salute di tutti può andare di pari passo con una vita liturgica che ci permetta di poter alimentare la nostra fede e la nostra carità.

Esprimo ancora una volta la mia vicinanza a chi ha sofferto, e soffre, per tutte le conseguenze che questa pandemia ha provocato e continua a provocare a livello sanitario, sociale, economico. Nessuno di noi ha cessato di pregare per i malati, i defunti e le loro famiglie nel dolore, per le persone che vivono ansia, solitudine o che si trovano in situazione di disagio o povertà, per  tutti coloro che si stanno spendendo per il bene comune, con particolare attenzione a medici, infermieri e altro personale sanitario, cui va una profonda gratitudine per la loro abnegazione e impegno professionale; per chi ha responsabilità nella vita politica, amministrativa ed economica, perché, guidati dalla ricerca del bene comune, diano forma a una ripresa che non lasci indietro nessuno, famiglie, lavoratori, poveri. Anche se le nostre Messe sono state ‘sine populo’ sono di certo state tutte ‘pro populo’ !  Anch’io in questo tempo ho pregato molto per la comunità diocesana ed in particolare per voi sacerdoti ed ho sperimentato che la preghiera aumenta l’amore; si, in questo tempo ho imparato a volervi più bene; la distanza si è trasformata in vicinanza profonda.  Ho seguito con attenzione quanto avete fatto e continuate a fare e se non tutto mi ha entusiasmato, tutto ho considerato come espressione della vostra carità pastorale.

Il Protocollo è già sufficientemente preciso nell’indicare le necessarie misure di sicurezza da osservare nel rispetto della normativa sanitaria e delle misure di contenimento e gestione della emergenza epidemiologica; il vostro buon senso e il vostro spirito pratico sono sufficienti per applicarlo correttamente. Aggiungo solo alcune glosse di orientamento pastorale per la nostra Diocesi di Albenga-Imperia.

Nelle glosse ribadisco l’importanza di considerare le nostre chiese i luoghi propri per la celebrazione liturgica. Per le liturgie domenicali, potrà essere valutata, se veramente necessario, la possibilità di utilizzare altri ambienti parrocchiali più vasti, oppure di individuare, in accordo con le autorità civili, spazi, anche all’aperto, in cui poter svolgere le celebrazioni in forma dignitosa.

Sono consapevole che per molte comunità parrocchiali possa essere difficile l’individuazione di volontari/collaboratori per disciplinare gli ingressi e l’uscita dei fedeli, ma mi sento di incoraggiarlo con forza; è una bella occasione per alimentare la collaborazione e visibilizzare lo spirito di accoglienza. La cura del manifesto da apporre all’ingresso della Chiesa è indispensabile, ma non sufficiente.

Nell’invitare calorosamente tutti i fedeli a tornare a partecipare alla liturgia, si ricordi anche che, come sempre, quanti per motivi di età o di salute sono dispensati dal precetto festivo potranno continuare a seguire le celebrazioni attraverso i mezzi di comunicazione, privilegiando i normali canali televisivi (TV2000, Rai, Telepace etc). Penso sia il momento di considerare concluso il ricorso alle celebrazioni in modalità streaming. Inoltre sottolineo nelle glosse che non ritengo utile in Diocesi l’incremento del numero delle celebrazioni eucaristiche e lo scoraggio vigorosamente.

Questo tempo difficile ci ha fatto riscoprire anche cose importanti, sulle quali sarà necessario ritornare con una riflessione più attenta durante il prossimo anno pastorale. C’è stata la scoperta di una ministerialità diffusa, la valorizzazione della famiglia come ‘piccola Chiesa’, in cui la vita di preghiera e l’ascolto della Parola di Dio hanno conosciuto una bella fioritura, la ricchezza spirituale della preghiera e della meditazione di ciascuno. La Chiesa, nel suo insieme, non ha mai smesso in questi giorni di annunciare la notizia più dirompente della storia: Cristo Crocifisso e Risorto, facendo arrivare in tanti modi la sua voce. Tutto questo non deve andare perduto, e dovrà aiutarci a ripensare per i prossimi mesi la vita ecclesiale.

Il cammino verso una piena ripresa della vita della nostra Diocesi e delle nostre comunità dovrà essere graduale e progressivo: dovremo essere pronti, nei prossimi mesi, a individuarne le forme più idonee e praticabili.

Vedrei opportuno, lasciandovi piena libertà di iniziativa, di dedicare sabato 30 maggio ad una Giornata Penitenziale, provvedendo la presenza di più confessori al mattino o nel pomeriggio per ricevere le confessioni dei nostri fedeli.

Un’ultima cosa: l’“Alto Comitato per la fratellanza umana”, composto da capi di diverse religioni, ha proposto ai credenti di tutte le religioni per il prossimo 14 maggio una Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità, per implorare Dio che aiuti l’umanità a superare questa pandemia. Il Papa ci chiede di aderire a questa giornata e io vi esorto a farlo nella fede profonda della efficacia della preghiera.

Immersi pienamente nella letizia pasquale vi saluto caramente e vi benedico.  Lo Spirito del Risorto, che è gioia, pace e novità di vita, sia con tutti voi,

 

                                                                                                                 +Guglielmo Borghetti                                                                                                                       Vescovo di Albenga-Imperia

 

Albenga, 10 maggio
V Domenica di Pasqua di Risurrezione