Gesù, l’Antipotere
1. Fratelli e sorelle, iniziamo un nuovo anno guardando una scena che non ha nulla di trionfale: una madre che tiene in braccio suo Figlio. Non c’è potere, non c’è rumore, non c’è spettacolo. C’è solo un bambino, e una donna che lo accudisce. È così che Dio ha scelto di entrare nel mondo. Non con la forza, non con la grandezza, non con la potenza. Ma attraverso un grembo, attraverso la fragilità, attraverso la cura. Già questo ci dice tutto del nostro Dio.
2. In questi giorni stiamo contemplando Gesù come l’Antipotere. È un’immagine che ci provoca, perché siamo abituati a pensare che il potere sia necessario per cambiare le cose. E invece Dio ci sorprende: sceglie la via opposta. L’Antipotere non è debolezza. È la forza diversa dell’amore. È la potenza che non schiaccia, ma solleva. È la grandezza che non domina, ma serve. Gesù è l’Antipotere perché non ha bisogno di imporsi: gli basta amare.
3. Maria, oggi, ci mostra questo stile. Lei non parla, non comanda, non dirige. Lei accudisce. Tiene insieme ciò che non capisce, lo porta nel cuore, lo consegna a Dio. Maria è Madre di Dio proprio perché ha accettato che Dio fosse così: piccolo, fragile, affidato. E allora forse la prima domanda che questa festa ci pone è semplice: che immagine di Dio porto nel cuore? Un Dio che controlla tutto, o un Dio che si consegna? Un Dio che impone, o un Dio che si offre?
4. Oggi è anche la Giornata Mondiale della Pace. E non è un caso che la Chiesa l’abbia messa proprio qui, all’inizio dell’anno, davanti a questa Madre e a questo Bambino. Perché la pace non nasce dai palazzi del potere mondano, dai tavoli diplomatici, dalle strategie. La pace nasce da qui: da un Dio che rifiuta la logica del potere. Le guerre, le violenze, le tensioni nascono sempre da un cuore che vuole prevalere, che vuole avere ragione, che vuole possedere. La pace, invece, nasce da un cuore che si lascia disarmare. Il tema del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale della Pace 2026 «La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante”» invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia. Essa deve essere disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza. Non basta invocare la pace, bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale.
5.Gesù, l’Antipotere, ci insegna che la pace non è un equilibrio di forze, ma un modo di guardare l’altro. È scegliere la via della cura invece della competizione. È scegliere la via dell’ascolto invece della pretesa. È scegliere la via della mitezza invece della rivendicazione. E questo vale nelle nazioni, ma vale anche nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità.
6.All’inizio di questo nuovo anno, forse possiamo chiederci: Quale stile voglio portare con me? Quello del potere che genera ansia, controllo, tensione o quello dell’Antipotere che genera fiducia, gratuità, pace? Non si tratta di fare grandi propositi, ma di scegliere un modo di stare al mondo. Un modo che assomigli un po’ di più allo stile di Betlemme.
7.La benedizione che abbiamo ascoltato nella prima lettura “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto”(Nm 6,22) non è un augurio generico. È una promessa: Dio ci guarda con benevolenza, con tenerezza, con fiducia. Se ci lasciamo guardare così, forse anche noi potremo imparare a guardare gli altri allo stesso modo.
8.Allora, in questo primo giorno dell’anno, chiediamo a Maria di insegnarci il suo stile: la capacità di custodire, la pazienza di attendere, la forza mite che non ha bisogno di imporsi. E chiediamo a Gesù, l’Antipotere, di farci diventare uomini e donne di pace, non a parole, ma nei gesti quotidiani, nelle relazioni, nelle scelte di ogni giorno. Che questo nuovo anno sia davvero un tempo in cui lasciamo più spazio a Dio e meno al nostro bisogno di controllare tutto. Un anno in cui impariamo che la vera forza è l’amore. Un anno in cui la pace comincia da noi.


