La meraviglia dell’educare alla vita cristiana
Carissimi fratelli e sorelle,
- la Quaresima che ci viene incontro è un dono. Non un peso, non un dovere, ma un tempo favorevole, come ci ricorda san Paolo: “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2Cor 6,2). È un tempo in cui il Signore ci invita a tornare a Lui con cuore sincero, a rimettere ordine nella vita, a riscoprire la bellezza della fede. Quest’anno desidero proporvi un tema che mi sta particolarmente a cuore e che scaturisce dal Percorso Pastorale Diocesano 2025-2026: la meraviglia dell’educare alla vita cristiana. Come lì ho scritto “educare e formare non sono soltanto pratiche pedagogiche, ma gesti d’amore e di fede, che accompagnano la persona a scoprire sé stessa e il volto di Dio”.
- La vita cristiana non nasce da un’idea, ma da un incontro. I primi discepoli non hanno seguito Gesù perché avevano capito tutto, ma perché si sono lasciati sorprendere da Lui: la meraviglia nasce dall’incontro con Cristo. “Venite e vedrete” (Gv 1,39): è l’invito che apre la loro storia. Viviamo in un tempo in cui lo stupore rischia di spegnersi. La Quaresima ci chiede di fermarci, ascoltare, lasciarci toccare dalla Parola. Come ricorda il Percorso Pastorale “la pienezza della nostra formazione è la conformazione a Cristo… non un processo mentale, astratto, ma un’esperienza viva”. La liturgia quaresimale è una vera scuola di vita cristiana.
- Nella nostra diocesi vedo ogni giorno persone che si dedicano con generosità all’educazione cristiana. A tutti desidero dire grazie. L’educazione alla fede non è un settore della pastorale: è la missione della Chiesa. Il Percorso Pastorale ci ricorda che “nessuno nasce cristiano: lo si diventa, un po’ alla volta, tra cadute e rinascite”. E ancora: “la Chiesa è chiamata ad essere famiglia educante, comunità che plasma con amore e che accompagna nella crescita”.
- È bella una Chiesa che cammina con le persone, come Gesù con i discepoli di Emmaus! Il Percorso Pastorale ci ricorda che “educare e formare richiedono mani sapienti e pazienti… Dio non plasma in serie, non copia, non forza la materia”. È un’immagine che dice tutto: accompagnare significa rispettare i tempi, le fragilità, le potenzialità di ciascuno. La Pasqua è la meraviglia più grande: la vita che vince la morte. Nel testo del Percorso pastorale leggiamo che “la speranza nasce proprio lì dove il vuoto interroga”. È un messaggio prezioso per il nostro tempo, spesso segnato da disincanto e ricerca di senso.
- Il Percorso “Nelle mani del vasaio” ci ricorda che la Chiesa è un’opera che Dio continua a plasmare con pazienza. “Come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani” (Ger 18,6) è la parola biblica che guida tutto il nostro cammino.
Per questo vi invito a:
a. rimettere al centro la Parola di Dio: “la Bibbia non può restare chiusa sugli altari. Deve essere aperta nelle case, meditata nei gruppi”.
b. Coltivare la preghiera. La preghiera ci rimette davanti al Signore. Come ricorda il nostro Percorso: “senza profondità spirituale la sinodalità si riduce a un espediente organizzativo”.
c. Frequentare con gioia il Sacramento della Riconciliazione, luogo della nostra trasformazione in Cristo.
d. Accompagnare le persone nei passaggi della vita: “educare significa camminare insieme, non delegare”: vicino ai nostri ragazzi, ai nostri malati, ai nostri anziani…
e. Rendere le nostre comunità luoghi di fraternità e corresponsabilità: “la corresponsabilità ecclesiale è un dono e una sfida che ci chiede di camminare insieme”.
f. Coltivare una spiritualità della fiducia: “Dio non si stanca di credere in noi: raccoglie l’argilla, la impasta con pazienza e ricomincia”.
g. Vivere la carità nello scorrere dei giorni: attenzione all’altro, attenzione al povero ‘vicario di Cristo’.
6. Carissimi, il Signore ci sta plasmando. Non siamo un’opera finita, ma un’opera in corso. La Quaresima è il tempo in cui permettiamo al Vasaio di lavorare il nostro cuore. Vi affido a Maria, donna docile allo Spirito e Madre della Chiesa. Vi accompagno con la mia preghiera e con la mia benedizione. Buon cammino quaresimale!
Albenga, 18 febbraio 2026
Mercoledì delle Ceneri
+ Guglielmo Borghetti,
Vescovo di Albenga‑Imperia


