Omelia del Vescovo per il 2 luglio 2026, Solennità di N. S. di Pontelungo

Lo splendore che abita in mezzo a noi   

  1. La città di Albenga e tutta la nostra Diocesi oggi sono in festa attorno alla loro Patrona. La pagina evangelica ancora una volta ci mostra Maria che si mette in viaggio. Un viaggio di servizio, portando nel grembo la Luce del mondo.
  1. La liturgia ci offre tre parole chiave per fare spazio a questo mistero nella nostra vita:

Il Viaggio: Maria si alza e va veloce verso la montagna. Non corre per vana fretta, ma per l’urgenza dell’amore, l’amore di Cristo ci spinge! (2Cor 5,14). Non si chiude in se stessa dopo l’annuncio dell’Angelo. Esce da sé per andare incontro al bisogno di sua cugina Elisabetta. E’ figura di una Chiesa che esce da se stessa e che si fa comunità itinerante per portare Cristo al mondo. Il bisogno di Elisabetta non è interpretabile semplicemente come quello di essere alleviata nelle faccende casalinghe, rappresenta il bisogno dell’uomo di ogni tempo: incontrare Gesù Salvatore dell’uomo e in Lui trovare la risposta al senso profondo della vita!

Il Sussulto: al solo sentire il saluto di Maria, il bimbo sussulta nel grembo di Elisabetta. È l’incontro che accende la gioia vera. Quella gioia che non nasce dalle circostanze esterne, ma dalla certezza di una Presenza divina che abita in mezzo a noi. Si, Gesù il Cristo è in mezzo a noi, e vicino! Esulti di santa gioia la tua chiesa Signore, e contagi la gioia tutti coloro che incontriamo sul cammino.

Lo Splendore: nella notte del 2 luglio 1637, la tradizione ci ricorda che un bagliore improvviso partì da questo luogo sacro, respingendo l’assalto dei pirati saraceni e salvando la città di Albenga.

Che cos’era quel bagliore? Leggiamolo come lo stesso splendore del Magnificat! La luce di una fede che protegge, che fa da scudo, che non teme le invasioni delle paure e delle fatiche del mondo attuale. “Questo canto è il poema della tota pulchra, della creatura più bella, cantato in un momento di trasporto, è una rivelazione del mistero di Dio che traspare nell’esperienza di Maria, un inno di lode e di ringraziamento, un credo che esprime la fede di Maria in Dio, suo Salvatore, un’anamnesi che rievoca le grandi cose operate da Dio in lei e nel mondo, una buona novella che effonde gioia ed esultanza, un’anticipazione delle beatitudini evangeliche, una celebrazione del mistero dell’incontro di Dio con l’umanità, una preghiera in spirito e verità, una profezia, una lettura penetrante della storia e del mondo, un cantico della vittoria di Dio, un exultet pasquale, un canto alla vita, un canto della Chiesa in cammino. Insomma, è lo specchio dell’anima di Maria, il riflesso delle “grandi cose” che il Signore ha operato in lei e in tutta la storia. È la sintesi della storia della salvezza” (cfr Maria Ko Ha Fong Riflessioni sul Magnificat, Edizioni Istituto San Gaetano, Vicenza 2005).

3. Oggi la Madonna di Pontelungo ci chiede di non essere cristiani spenti. Ci invita a riscoprire il segreto di Maria e di Elisabetta: viaggiare per le strade del mondo per annunciare, testimoniare, portare il Salvatore come Maria, ogni uomo ha bisogno di Lui, ogni uomo lo attende; sussultare di gioia per le cose di Dio e vivere la sobria ebbrezza dello Spirito come Elisabetta. Mostrare lo splendore del Magnificat, inno alle cose che Dio ha operato e continua ad operare nella storia nonostante tutto e tutti! Nonostante le guerre e le ingiustizie! Mostrare lo splendore del Magnificat è mostrare la concretezza della Speranza  cristiana!

Chiediamo a Nostra Signora di Pontelungo la grazia di accendere nelle nostre comunità la luce della speranza. Diventiamo anche noi portatori di quello splendore del Magnificat che dissipa e allontana ogni tenebra! Così sia!

 

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