Le realtà ecclesiali nell’ambito della carità e della cultura, sia dipendenti direttamente dalla Chiesa sia dagli Enti ed Associazioni di matrice laicale, sono da secoli un cuore pulsante nei nostri territori. Oggi, tali realtà sono poste dalle Leggi italiane di fronte ad una sfida che è insieme una grande opportunità: la Riforma del Terzo Settore.
Iscriversi nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) attraverso la costituzione di un “Ramo ETS” non è un semplice adempimento burocratico, ma una scelta per tutelare e potenziare il bene che ogni giorno viene operato nelle Comunità.
Perché scegliere la via dell’ETS?
L’adozione della qualifica di ETS (Ente Terzo Settore) permette agli Enti Religiosi e alle Associazioni collegate, di accedere a strumenti finora preclusi o limitati:
- Agevolazioni Fiscali e Tributarie: significative riduzioni sulle imposte dirette e indirette, oltre a regimi semplificati per la gestione delle attività commerciali connesse.
- Accesso a Finanziamenti e Bandi: possibilità di partecipare a bandi pubblici (regionali, nazionali, europei) poiché molti contributi sono riservati agli ETS.
- Accesso al 5×1000: questo rappresenta una nuova entrata ed è una risorsa vitale per il sostentamento delle opere caritative, di restauro beni culturali e sociali.
- Trasparenza e Credibilità: una gestione strutturata secondo i nuovi standard aumenta la fiducia dei donatori e garantisce una maggiore protezione giuridica agli amministratori; infatti, una contabilità separata e trasparente porterà ad una maggiore fiducia da parte dei fedeli e alla protezione del patrimonio centrale.
- Tutela della Specificità: alle Parrocchie/Confraternite/Comunità Religiose, il “Ramo ETS” consente di mantenere intatta la propria identità canonica e il fine di Culto e Religione, operando però con una veste civile riconosciuta ed efficiente nelle attività di interesse generale.
Per le ragioni sopra dette, oggi, “restare fuori” dal Terzo Settore significa – di fatto – rinunciare a risorse che spetterebbero alla Comunità per fare il bene.
La materia è complessa e delicata, possono sorgere dubbi sulla gestione concreta, sui costi relativi e sulle responsabilità giuridiche.
Per sviluppare e chiarire al meglio i temi connessi, l’Ufficio Amministrativo Diocesano ha promosso, per incarico di Mons. Vescovo, un incontro, il:
Mercoledì 6 maggio 2026
presso il Seminario Vescovile di Albenga
con inizio alle ore 20,30.
Le tematiche, approfondite da esperti giuridici ed economici del settore, saranno:
- La procedura di iscrizione e la redazione del regolamento del “Ramo ETS”.
- I nuovi obblighi di rendicontazione e trasparenza (Bilancio Sociale e di Esercizio).
- Le opportunità di sviluppo per le Confraternite e le realtà parrocchiali nel contesto della sussidiarietà.
La vostra partecipazione è fondamentale. Non si tratta solo di “mettersi in regola”, ma di dotare le Parrocchie degli strumenti necessari per continuare a essere lievito nella società moderna. Questa scelta non è uno dei tanti adempimenti legali, bensì un atto di buona amministrazione dei beni della Comunità.
La Parrocchia resta Parrocchia. La costituzione del “ramo ETS” non trasforma l’Ente ecclesiastico in una Onlus. La Parrocchia mantiene la sua natura di Ente Ecclesiastico Civilmente Riconosciuto; semplicemente, un “pezzo” delle sue attività indossa un “abito giuridico” nuovo e aggiornato. Il cambiamento va governato, senza paure, per mettere le opere ecclesiali al riparo dalle incertezze future.
Sin d’ora ringrazio per l’attenzione e collaborazione; aspettandovi in Seminario per sviluppare queste tematiche.


