La Commemorazione dei Defunti è una solennità che ha un valore profondamente teologico, in quanto richiama l’attenzione su tutto il mistero dell’esistenza umana, dalle origini alla sua fine e anche oltre. La novità introdotta dalla nostra fede è la speranza: i cristiani crediamo in un Dio che non è solo Creatore ma anche Giudice.
La pietas umana verso i defunti risale agli albori dell’umanità, ma come abbiamo visto con l’avvento del cristianesimo la prospettiva cambia radicalmente. Già i primi cristiani, come si può facilmente osservare nelle catacombe, incidevano sulle tombe la figura di Lazzaro, come auspicio che anche il loro caro tornasse alla vita mediante Cristo. Ma è solo nel IX secolo che appare la commemorazione liturgica dei defunti, in eredità dall’uso monastico già in voga nel VII secolo di consacrare, all’interno dei monasteri, un giorno intero alla preghiera per i defunti. L’idea, comunque, era già presente nel rito bizantino che celebrava i morti il sabato prima della Sessagesima, in un periodo compreso tra la fine di gennaio e il mese di febbraio. Più tardi, nell’809, il vescovo di Treviri, Amalario Fortunato di Metz, porrà la memoria liturgica dei defunti – che aspirano al cielo – al giorno successivo rispetto a quello dedicato ai Santi, che sono già in cielo. Nel 998, infine, per disposizione dell’abate di Cluny, Odilone di Mercoeur, la solennità viene fissata al 2 novembre e preceduta da un periodo di preparazione di nove giorni, noto come Novena dei morti appunto, che inizia il 24 ottobre.
Il Vescovo Guglielmo in questo giorno celebra le Sante Messe:
alle ore 09,00 – Albenga – Cimitero di Leca – Santa Messa.
alle ore 15,00 – Imperia – Cimitero di Porto Maurizio – Santa Messa.
alle ore 18,00 – Albenga – Cattedrale – Santa Messa.


