Messaggio augurale del Vescovo per la Santa Pasqua 2019

La Chiesa raggiante!

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Carissimi fratelli e sorelle, Cristo è risorto!

1. Nell’equinozio di primavera di quest’anno abbiamo assistito ad un evento spettacolare nei cieli: la ‘superluna’! Nella notte tra il 20 e il 21 marzo la luna piena ha raggiunto il perigeo, cioè il punto più vicino alla Terra nell’orbita lunare ed è così risultata particolarmente visibile e luminosa, raggiante! 

2. I Padri della Chiesa paragonano volentieri la Chiesa alla luna perché splende non di luce propria, ma di quella di Cristo (ad es. Sant’Ambrogio, Sant’Agostino). San Paolo VI in un discorso da Arcivescovo di Milano dice “la Chiesa perfino alla luna è paragonata, nelle cui fasi di diminuzione e di crescita si riflette la vicenda alterna della Chiesa che decade e che rimonta, e che mai viene meno, perché “fulget Ecclesia non suo sed Christi lumine”, splende non di propria luce, ma di quella di Cristo” (B. Montini, Discorsi e scritti milanesi, vol. II: 1954-1963, pp. 2462-2463). Sant’Ambrogio esalta la Chiesa come vera luna. Nel breve discorso al pre-Conclave, il Card Bergoglio suggerì che solo contemplando e confessando il “Mysterium Lunae” della Chiesa, la sua non-autosufficienza, la sua permanente dipendenza dalla grazia di Cristo Risorto si potevano tentare “i possibili cambiamenti e riforme che bisogna fare per la salvezza delle anime”. Non c’era nessun progetto di pontificato.Non si parlava della Curia romana, della pedofilia clericale, dello Ior. Non c’era l’agenda delle “sfide” da affrontare. In pochi punti, si attestava solo uno sguardo sulla Chiesa, che riconosceva semplicemente il suo punto sorgivo, la sua natura propria, e l’agire che le conviene.  Il Card Bergoglio disse che la Chiesa “è chiamata a uscire da se stessa” non per sforzo o progetto proprio, ma contemplando e seguendo Cristo. Disse che solo Cristo può attirare la Chiesa a uscire da se stessa, e che Cristo stesso “bussa da dentro perché lo lasciamo uscire”, mentre “la Chiesa autoreferenziale pretende di tenere Cristo dentro di sé e non lo lascia uscire”.” Non prefigurò nessuna ingegneria degli apparati. Nessun piano per “cambiare” la Chiesa. Accennò solo al fatto che gli unici cambiamenti necessari e interessanti sono quelli messi in atto per togliere zavorre e ostacoli all’operare della grazia nel dinamismo storico reale della Chiesa.

C’è una forma di narcisismo ecclesiale – disse il futuro Papa – che fa sì che la Chiesa, “senza rendersene conto, crede di avere luce propria” e “lascia di essere il “Mysterium lunae di cui parlavano i Padri per i quali era evidente che la Chiesa, come la luna, vive solo di luce riflessa, quando il suo corpo opaco viene illuminato dalla grazia luminosa di Cristo Risorto così che può dire “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

3. Nella solennità pasquale ogni anno ravviviamo la memoria dell’evento centrale della nostra fede cristiana, evento che produce novità di vita e prospettive di senso inedite. Cristo risorto e glorioso è la sorgente profonda della nostra speranza. La Chiesa pellegrina nel tempo è corroborata dalla potenza della Risurrezione di Cristo e si presenta come comunità pasquale nello scorrere dei giorni non sempre sereni. Viviamo tempi di diffidenza nei confronti della Chiesa di Cristo, tempi che ne evidenziano la dimensione dell’umano peccare, dell’umano tradire la luce nuova che illumina le profondità dell’animo. Viviamo tempi di apparente novilunio permanente se non di eclissi lunare. Tutto questo non ci scoraggia. Sappiamo che la Risurrezione di Cristo vince le ombre prodotte dalla infedeltà dell’uomo e che la Chiesa Santa del Signore risplende raggiante oggi e sempre di quella luce che è la luce del suo Sole, Cristo Gesù, Signore della Vita. Una Chiesa in pieno plenilunio, una ‘superluna’. La comunità cristiana è una comunità pasquale, vive nel mondo come testimonianza viva della fede nel Risorto ed è profezia in atto di speranza. “La luce delle genti si irradia non da essa, ma dal suo divino Fondatore: pure, la Chiesa sa bene che, riflettendosi sul suo volto, questo irradiamento raggiunge la umanità intera”; così scriveva il teologo Gerard Philips nel suo commento alla Lumen gentium, di cui era stato il principale estensore.

4. Come popolo di Dio risorto, ‘gente di Pasqua’ (Card. L.A. Tagle) abbiamo la certezza che “non ci mancherà il suo aiuto per compiere la missione che Egli ci affida” (Francesco, Evangelii Gaudium 275). Lo scoraggiamento, la delusione ed il disincanto sono sconfitti definitivamente. Sappiamo che dopo il novilunio arriva il plenilunio. In questa Pasqua di Risurrezione 2019 invochiamo la potenza del Signore Risorto affinché irrobustisca e illumini la Chiesa tutta. Il Santo Padre sempre ci incoraggia ad essere Chiesa raggiante della luce del Risorto e non cessa mai di richiamarci ad avere occhi per vedere le meraviglie che si compiono nei solchi della storia in forza della presenza di Cristo Risorto: “la sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto. In un campo spianato torna ad apparire la vita, ostinata e invincibile. Ci saranno molte cose brutte, tuttavia il bene tende sempre a ritornare a sbocciare ed a diffondersi. Ogni giorno nel mondo rinasce la bellezza, che risuscita trasformata attraverso i drammi della storia. I valori tendono sempre a riapparire in nuove forme, e di fatto l’essere umano è rinato molte volte da situazioni che sembravano irreversibili. Questa è la forza della risurrezione e ogni evangelizzatore è uno strumento di tale dinamismo” (Francesco, Evangelii Gaudium 276).

Nella grazia della Pasqua di Risurrezione si rinnovi la Nostra cara Diocesi di Albenga-Imperia e totalmente compenetrata dalla luce del suo Sole, totalmente raggiante, possa ad ogni uomo di buona volontà suggerire scelte buone per la vita sociale e famigliare. Dopo i giorni dell’ascesi quaresimale e dopo la sofferta partecipazione alla passione e morte di Gesù, sappia invitare ogni creatura alla gioia e al rendimento di grazie, al canto e alla festa. La luce risplende! Ognuno di noi è provocato ad irradiare questa bellezza e luminosità perché siano consolati coloro che sono avvolti dalla mestizia, gli ammalati e gli anziani; non si scoraggi chi vive la precarietà del lavoro, siano infiammati di ardore missionario i cuori dei nostri sacerdoti e i nostri giovani abbiano in dono dal Risorto il coraggio di rischiare sulla strada che Egli da sempre ha pensato per loro.

A tutti un augurio sincero e la mia benedizione affinché la luce del Cristo Risorto raggiunga ogni crocevia di umanità per far rinascere la speranza nei nostri cuori appesantiti ed a volte oscurati dal peccato e dalla fatica quotidiana. Come Chiesa raggiante possiamo essere testimoni del Cristo Risorto! Questo, per tutti, il mio augurio affettuoso,

+ Guglielmo Borghetti, vescovo

Albenga, 31 marzo 2019
IV Domenica di Quaresima “Laetare”