Giornata mondiale dei poveri

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Nel messaggio per la terza Giornata mondiale dei Poveri del 17 novembre 2019, papa Francesco, commentando il testo del salmo 10 (2-3), descrive la condizione del povero e l’arroganza di chi lo opprime. “Gente arrogante e senza alcun senso di Dio dava la caccia ai poveri per impossessarsi perfino del poco che avevano e ridurli in schiavitù”. Non è molto diverso oggi. La crisi economica non ha impedito a numerosi gruppi di persone un arricchimento che spesso appare tanto più anomalo quanto più nelle strade delle nostre città tocchiamo con mano l’ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati; come non evidenziare che le Beatitudini, con le quali Gesù ha inaugurato la predicazione del regno di Dio, si aprono con questa espressione: «Beati voi, poveri»? Il senso di questo annuncio paradossale è che proprio ai poveri appartiene il Regno di Dio, perché sono nella condizione di riceverlo; Gesù, che ha inaugurato il suo Regno ponendo i poveri al centro, vuole dirci proprio questo: Lui ha inaugurato, ma ha affidato a noi, suoi discepoli, il compito di portarlo avanti, con la responsabilità di dare speranza ai poveri … Ne va della credibilità del nostro annuncio e della testimonianza dei cristiani”. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. La Giornata Mondiale dei Poveri è voluta da papa Francesco non per promuovere l’ennesima raccolta di fondi o di beni da distribuire a chi ne avesse necessità, bensì per educare, in primo luogo le comunità cristiane, ad accogliere i poveri, riconoscerli come persone, inserirli in una trama di relazioni, non dimenticarli o fare finta che non esistano.