Disposizioni diocesane per le celebrazioni della Settimana Santa 2020. Il Decreto del Vescovo.

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“Il triduo pasquale della passione e della resurrezione del Signore risplende al vertice dell’anno liturgico. Il Triduo ha inizio dalla Messa in Coena Domini, ha il suo fulcro nella Veglia Pasquale e termina con i vespri della domenica di resurrezione” (Norme generali nn 18-19)

Visti il Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 25 marzo 2020 e la NotaOrientamenti per la Settimana Santa” emanata nella medesima data dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (vedi allegati 1 e 2)

In forza dei cann 31§1 e 838 §4 del C.J.C, con il presente DECRETO

dispongo che in Diocesi sia osservato tutto ciò che in esso è indicato:

  1. I luoghi di culto nei quali si potranno celebrare i Riti del Santo Triduo Pasquale secondo le modalità indicate sono esclusivamente la Chiesa Cattedrale, le Chiese parrocchiali, il Seminario, i Monasteri di clausura.
  2. La celebrazione della Santa Messa: i presbiteri evitino la concelebrazione e celebrino senza concorso di popolo, a porte chiuse. Accanto al sacerdote possono essere presenti uno o due ministranti preferibilmente adulti. Dove possibile vi sia anche un diacono, un lettore e un cantore e un solo accompagnatore musicale. Vengano rispettate rigorosamente le misure sanitarie: distanza fisica di almeno un metro da persona a persona. I parroci ai quali è affidata la cura pastorale di più parrocchie compiano le celebrazioni in una sola delle Chiese parrocchiali, di norma la principale o quella più vicina alla casa in cui abitano, in modo da limitare al massimo gli spostamenti. La Santa Comunione si distribuisca nelle mani dei presenti e, anche per il diacono, sotto la sola specie del Pane.
  3. Domenica delle Palme. In Cattedrale si userà la ‘seconda forma’ prevista dal messale Romano con breve processione all’interno della Chiesa con ramo d’ulivo o di Palma; il Vescovo estende la benedizione dell’ulivo e delle palme a tutti i rami di palma e di ulivo che i fedeli avranno appositamente predisposto nelle loro case; nelle Chiese Parrocchiali  verrà commemorato l’ingresso del Signore in Gerusalemme in forma semplice seguendo la ‘terza forma’ prevista dal Messale Romano, non vi sarà quindi alcuna forma di distribuzione dei rami benedetti. Possibilmente non si rinunci alla forma lunga della Passione.
  4. La Messa crismale viene rinviata a data futura, che sarà indicata in base a quanto disporrà il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, in sintonia con quanto il Santo Padre stabilirà per la Diocesi di Roma. Gli Oli che sono stati benedetti nella Messa del Crisma dello scorso anno vengono conservati e se ne farà uso fino a quando non verrà celebrata la Messa del Crisma in questo anno. Si ricorda che, in caso di vera necessità, ogni presbitero può benedire l’olio per l’Unzione degli infermi (Cfr. Sacramento dell’unzione e cura pastorale degli infermi, Introduzione, n, 21 e 77bis).
  5. Giovedì Santo. Nella celebrazione della Messa “in Coena Domini”, verrà omessa la lavanda dei piedi e, al termine della Messa, anche la processione per la reposizione solenne dell’Eucaristia; non siano allestiti altari per la reposizione, né si incoraggino le visite consuete e le veglie di adorazione. Il Santissimo Sacramento sarà custodito nel Tabernacolo. In questo giorno è concesso eccezionalmente ai Presbiteri la facoltà di celebrare la Messa senza concorso di popolo.
  6. Venerdì Santo. Durante la Celebrazione della Passione del Signore, nell’Adorazione della Croce quanti sono presenti alla celebrazione si astengano dal baciarla e manifestino la loro venerazione con altro gesto opportuno (genuflessione o riverenza), l’atto di adorazione mediante il bacio sia limitato al solo celebrante. Possibilmente non si rinunci alla forma lunga della Passione. Nella Preghiera Universale la decima Orazione sia sostituita con la formula inviata in allegato ( vedi allegato 3). Non potranno svolgersi le tradizionali Via Crucis e altre manifestazioni di venerazione della Croce. Si invitino i fedeli a pregare seguendo la trasmissione che verrà proposta dalle reti televisive della Via Crucis del Santo Padre in Piazza San Pietro.
  7. La Veglia pasquale si celebrerà nella Chiesa Cattedrale e nelle Chiese parrocchiali; nella Veglia non verranno celebrati i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana. Dopo la benedizione dell’acqua lustrale verranno rinnovate le promesse battesimali. L’accensione del Cero (è sufficiente un piccolo fuoco dal quale poter accendere i carboncini per l’incenso e il cero pasquale) e l’Annuncio pasquale, la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica si svolgeranno come previsto dal Messale Romano.
  8. La Domenica di Pasqua di Risurrezione si invitano tutte le chiese a suonare a festa le campane alle ore 12.00, come segno di annuncio della vittoria di Cristo sulla morte, di speranza per uomini e donne in questo tempo di sofferenza, di comunione fra tutte le comunità della Diocesi.
  9. I Parroci informino i fedeli degli orari delle Celebrazioni del Vescovo nella Cattedrale di Albenga (vedi allegato 4) per poter dar modo, a chi lo desidera, di unirsi spiritualmente. Invito a evitare la trasmissione di celebrazioni parrocchiali poco idonee sotto l’aspetto tecnico. TV2000 ed altre emittenti cattoliche offrono le Celebrazioni del Santo Padre, ad esse è bene rinviare.
  10. Infine, i fedeli che vorranno accostarsi alla Comunione il giovedì santo ed il venerdì santo in via eccezionale e in tutto il tempo pasquale, cioè da Pasqua a Pentecoste, fintanto che rimarranno in vigore le restrizioni concernenti le celebrazioni con il popolo, potranno farlo solo in modo privato. I sacerdoti si rendano disponibili facendo attenzione al rispetto delle normative sanitarie in vigore e a evitare che si formino raggruppamenti. La stessa disponibilità si assicuri per le confessioni individuali, sempre evitando che l’accesso da individuale e controllato possa trasformarsi in afflusso di gente ed evento comunitario. Nel tempo di pandemia torna opportuno ricordare che in caso di estrema necessità l’atto di dolore perfetto, accompagnato dall’intenzione di ricevere il sacramento della Penitenza, da se stesso comporta immediatamente la riconciliazione con Dio. Se si verifica l’impossibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza, anche il votum sacramenti, ovvero, anche il solo desiderio di ricevere a suo tempo l’assoluzione sacramentale, accompagnata da una preghiera di pentimento (il Confesso a Dio onnipotente, l’Atto di dolore, l’invocazione Agnello di Dio che togli i peccati del mondo abbi pietà di me) comporta il perdono dei peccati, anche gravi, commessi. (cfr. Concilio di Trento, Sess. XIV, Doctrina de Sacramento Paenitentiae, 4 [DH 1677]; Congregazione per la Dottrina delle Fede, Nota del 25 novembre 1989; Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1451-1452).

Albenga, dal Vescovado, li 29 marzo 2020
V domenica di Quaresima

+ Guglielmo Borghetti
Vescovo di Albenga-Imperia

Can. Tiziano Gubetta
Cancelliere Vescovile

 

prot. N. 07/2020 D