Avvento. Momento di crescita e attenzione per i più piccoli

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Appena archiviato l’evento della «Giornata mondiale dei Poveri», la Chiesa movimenta il calendario liturgico dell’Avvento, che inizia domenica 1° dicembre e interpella ancora le Caritas per mezzo dell’iniziativa, che va sotto il nome di «Avvento di fraternità». È così che la Caritas diocesana con il titolo: «Abbi cura di lui: fatti prossimo di tuo fratello», lancia alla diocesi la sfida di continuare i propositi specifici declinati nella Giornata dedicata ai poveri, i quali possono ancora essere serviti nel tempo liturgico della preparazione al santo Natale. Un impegno con cui i fedeli, ognuno a modo proprio, possono confermare il loro esercizio caritativo, vivendo nel concreto i rapporti di stima e di promozione della persona in difficoltà e comunque in stato di bisogno. Occorre infatti dire che, al fine di rendere l’occasione della nascita di Cristo, una tenera festa di gioia, è necessario con Gesù bambino accogliere i poveri e le persone bisognose in genere, inserendo tutti all’interno delle nostre attenzioni e delle proprie cure. Un Natale, dunque, che sfida, se si vuole la faticosa e difficile scelta del confronto con se stessi e del conforto per gli altri, così da smuovere l’incapacità di amare. Se ciò accade, sarà davvero un santo Natale. Propone tale valore di vita ancora il direttore della Caritas diocesana, Alessio Roggero, il quale ricorda che «la proposta per l’Avvento di fraternità si articola in due obiettivi. Il primo è fermarsi ad ascoltare e riflettere sulla Parola di Dio, per ricoprire le ragioni della fedeltà all’impegno battesimale di vivere il comandamento della carità. Il secondo obiettivo è avviare o collaborare nella realizzazione di iniziative di concreta solidarietà a favore dei poveri della propria parrocchia». L’invito a considerare i contenuti e le modalità di questi principi è tuttora evidente. La Giornata dei poveri – ci dice don Alessio – è stata voluta «perché tutta la comunità cristiana superi l’esperienza episodica dei gesti di buona volontà “per mettere in pace la coscienza” e maturi un atteggiamento di incontro e condivisione con i poveri». Perciò l’Ufficio Caritas diocesana propone, in attesa del Natale, di affrontare un cammino speciale in memoria dell’incarnazione, che lega con singolare attenzione al fratello, specialmente se povero. Bisogna imparare a riconoscere Gesù nel volto del fratello e a stupirsi per la scelta di Dio di farsi uomo come noi.